Il progetto di costituzione di Pietro Leopoldo:
realizzazione dell’edizione critica
CIRCIT
In collaborazione con il Dipartimento di Studi sullo Stato dell’Università di Firenze
Da qualche anno, com’è noto, la Regione Toscana ha istituito la festa della Toscana, che ha al proprio centro la celebrazione del codice penale di Pietro Leopoldo (1786), la prima legge penale al mondo che aboliva la pena di morte, il reato di lesa maestà e che segnava l’affermazione di nuovi principi di giustizia penale. Il contesto culturale e politico che nutriva le disposizioni della legge era quello segnato dal celebre libro Dei delitti e delle pene che Cesare Beccaria aveva pubblicato anonimo a Livorno nel 1764. Naturalmente, non mancano nel codice del 1786 articoli di legge – si pensi alle disposizioni contro i matrimoni tra cristiani e ebrei – che nulla hanno a che fare con i nostri valori di cittadinanza e di giustizia; per sottolineare qui che ogni celebrazione non può e non deve prescindere da una precisa storicizzazione di ogni avvenimento che si vuole assumere a simbolo dei valori da celebrare.
Il progetto che qui si propone non intende partire da un’istanza di celebrazione, ma piuttosto di conoscenza di quello che si può definire uno dei più importanti documenti del pensiero costituzionale dell’Europa del XVIII, avviato alla fine degli anni settanta, poi ripreso alla fine degli anni ottanta in concomitanza con le ultime fasi del dibattito francese in preparazione degli Stati Generali e poi delle prime fasi della Rivoluzione francese del 1789; e ancora ripreso, a Vienna, quando Pietro Leopoldo, ora imperatore del Sacro Romano Impero, ritornò sulle carte stese a Firenze nella prospettiva di una profonda riforma della “costituzione” dei diversi territori dell’Impero.
I moltissimi materiali messi a punto dal granduca Pietro Leopoldo, a partire dalla fine degli anni settanta a Firenze, per l’avvio di una profonda riforma del Principato toscano, restano ancora in gran parte inediti: con la conseguenza che se molte riforme sono state studiate con molta attenzione e acutezza interpretativa, resta però ancora non del tutto chiaro il quadro complessivo nel cui contesto si collocano molte delle iniziative di riforma istituzionale volute da Pietro Leopoldo: dalla riforma delle comunità allo scioglimento del debito pubblico, alla distinzione tra demanio e beni della Coron, al progetto di creare una chiesa toscana di forte ispirazione giansenistica.
Il lavoro punta all’edizione e allo studio puntuale dei materiali del progetto di costituzione di Pietro Leopoldo e anzitutto alla riproduzione digitale di questi materiali che si trovano nell’archivio di Stato di Firenze, nell’archivio di Vienna (Haus, Hof-und-Staatsarchiv), nell'archivio nazionale della Repubblica Ceca (Národní Archiv).
Il progetto sarà realizzato da un gruppo di studiosi costituito da:
Vieri Becagli (già Professore di storia economica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze); Luca Mannori (Professore delle istituzioni presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze); Bernardo Sordi (Professore di storia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze); Antonio Trampus (Professore di storia moderna presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Venezia); Marcello Verga (Professore di storia moderna presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze).
Sarà questo gruppo ad avviare il primo incontro di presentazione e organizzazione del progetto di ricerca e a dirigere poi il lavoro di edizione critica dei materiali. Si tratterà di un’edizione digitale ospitata sul portale del CIRCIT, nel quale confluiranno anche i lavori di studio del progetto. Sono previsti almeno tre seminari (a cadenza annuale) e l’attivazione presso il Dipartimento di Studi sullo Stato dell’Università di Firenze di un assegno di ricerca.